17.07.2012

NON DITE A MIA MADRE CHE FACCIO IL PUBBLICITARIO… LEI MI CREDE PIANISTA IN UN BORDELLO

Venerdì 29 giugno, partenza alle 7 da Foggia, destinazione Napoli.

Obiettivo: ascoltare per tre ore il grande Jaques Séguéla.

Si, proprio lui, quello di “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario. Lei mi crede pianista in un bordello”.

Pensavamo che non lo avremmo mai potuto incontrare, ascoltare dal vivo, fargli delle domande. Pensavamo che avremmo solo potuto leggere i suoi libri o vedere i suoi spot.

E invece abbiamo visto e ascoltato un giovanissimo settantottenne che ha tenuto una lectio magistralis sulla comunicazione nell’aula magna dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa gremita di studenti, docenti e professionisti.

Non è facile sintetizzare i suoi pensieri, né esprimere la sua capacità di concentrazione.

Per questo abbiamo scelto di riportare direttamente alcuni passaggi:

“La più bella formazione per il pubblicitario è il mondo. Le università della pubblicità sono il mondo, la cultura, la curiosità”

“Ogni popolo mette nella pubblicità ciò che è. Gli inglesi partono dalla testa per colpire il cuore; i francesi partono dal cuore per arrivare alla testa; gli americani partono dalla testa per colpire il portafogli; gli italiani partono dal cuore per arrivare al cuore. Questo è il futuro della pubblicità”

“La pubblicità è lo specchio di una società, dal cuore alla testa”

“Bisogna avere nostalgia solo del futuro”

“Il primo talento è la perseveranza”

“Cosa rende una marca immortale? La pubblicità”

“30 secondi possono irrigare 100/120 paesi nel mondo”

“Noi siamo architetti, costruiamo il marchio”

“Il consumatore è comproprietario del marchio”

“In un’agenzia di comunicazione ho contato fino a 40 professioni. Per un’azienda è impossibile sostituire un’agenzia”

“La parola chiave è osare. Siamo tutti alla fine di un ciclo, anche i cinesi. Questo perché abbiamo sbagliato Dio. Il Dio non è il dollaro, sono le idee. Che si creano e si condividono”

“Ciò che conta è l’immaginario. Perché è sull’immaginario che si basa la terza rivoluzione del mondo moderno, quella immateriale. Il 70% di ciò che si vende nel mondo è immateriale”

“Rêve (sogno), Rire (sorriso), Risque (rischio). Questa la regola delle 3 R. Se ne dovessi aggiungere una quarta sarebbe Révolution (rivoluzione)”

“Gli ottimisti hanno inventato l’aereo, i pessimisti il paracadute”

Infine, dopo la sua lunga esperienza in materia di comunicazione politica, un consiglio:

“viene eletto l’uomo o la donna, che racconta la storia che il popolo vuole sentire in quel momento preciso, a condizione che l’eroe sia credibile”.

 

Segnaliamo alcuni spot proposti e commentati da Jaques durante l’incontro:

Spot Oportunidades – http://www.youtube.com/watch?v=YC4m2BK3d9U

Spot Evian – http://www.youtube.com/watch?v=XQcVllWpwGs

Spot MTV erotica - http://www.youtube.com/watch?v=0X6TR-Invvo

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